birra doppio malto

Birra doppio malto, cosa significa?

“A me piace la birra doppio malto“. Quante volte ce lo siamo sentiti dire in questi anni? Molti usano il termine doppio malto come se si trattasse di uno stile. Ma con gli stili brassicoli (ossia della birra) il doppio malto non ha niente a che fare.

Doppio malto è una definizione di natura legale e fiscale e non c’entra nulla con la quantità di malto contenuta nella birra. Siete sorpresi? Immagino di sì.

Ma lasciatemi raccontare un aneddoto:

Mi è capitato di recente di andare in un concessionario di automobili perché volevo cambiare la mia vecchia carretta. Sono andato deciso dal venditore e gli ho domandato con convinzione una macchina con il doppio della potenza. Non ho capito perché di fronte alla mia insistenza non solo non mi abbia saputo aiutare, ma per di più mi abbia anche invitato a rivolgermi altrove. Sono ancora allibito: del resto a me bastava una vettura con il doppio dei cavalli

Avete già le mani che friggono? Mi dareste quattro schiaffi pure voi, e mi urlereste in faccia: che modello di auto!? Che colore!? Ma soprattutto: il doppio di cavalli rispetto a che!?

Questa situazione apparentemente paradossale si verifica quasi ogni giorno in un locale che serve birra, o almeno in quelli che servono birra sapendo di farlo.

L’esempio serviva a mettere in luce quanto la definizione di birra doppio malto effettivamente non definisca nulla di preciso.

O meglio, ciò che in realtà indica questa dicitura null’altro è se non lo zucchero del mosto prima della fermentazione. Ma la birra ha un gusto, un profumo, un colore, e soprattutto è fermentata.

Perciò arriviamo al dubbio amletico: esiste o non esiste questa famigerata birra doppio malto?

birra doppio malto

etichette birra doppio malto

Sì, la birra doppio malto esiste, ma solo sulle etichette e nella legge che vuole che sia così. Una norma infatti impone che ogni birra sia classificata in base agli zuccheri presenti nel mosto prima della fermentazione. Esistono per questo la birra leggera, la birra (normale, se può vuol dire qualcosa), la birra speciale (come se le altre non lo fossero) e infine lei, la birra doppio malto.

Se si ha chiaro in mente a cosa si fa riferimento, non sorge alcun problema.

Ma se si crede che ordinando una birra doppio malto si possa ottenere qualcosa di specifico, diventa necessario capire un paio di cose: esistono moltissime tipologie di birra, comunemente dette stili.

La birra doppio malto non è uno stile

Questi stili si sono definiti per motivi storici e culturali in determinate aree geografiche sviluppando precise caratteristiche. Se si chiede perciò una birra indicandone lo stile, è molto facile che ci si ritrovi a bere qualcosa di simile a ciò di cui si aveva voglia. Ma quale indicazione può ricevere chi serve la birra dovendo portare al tavolo una  birra doppio malto? Se a uno basta bere il grado zuccherino non ci sono problemi, ma se si ha un palato più evoluto anche solo di un po’ rispetto a quello di un pesce gatto è meglio approfondire il discorso, o perlomeno, farsi consigliare.

Ma, tornando ai termini: nelle birre doppio malto non c’è il doppio del malto perché non si capisce il doppio diche cosa. Nel parlare comune sicuramente si fa riferimento al grado alcolico. Ma neppure questo dato è significativo per specificare la tipologia di birra a cui ci si riferisce.

Perciò la morale di questo discorso è: lasciarsi consigliare da chi conoce ed ha scelto le birre che serve, rimanere curiosi di fronte all’incredibile varietà che il mondo brassicolo offre e, soprattutto, … non dire mai doppio malto (se non riferendosi al grado zuccherino del mosto).

Se volete potete scoprire qualcosa di più sulla legge 1354 del 1962 (in particolare l’art.2)

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