I difetti della birra artigianale

I difetti che una birra artigianale può presentare sfortunatamente sono molti. A differenza della birra industriale, infatti, la birra artigianale è un prodotto vivo (non pastorizzato e non filtrato) e come tale è più soggetto a difetti che possono più o meno diminuire il piacere della bevuta. Teniamo presente che da alcuni di questi difetti (soprattutto quelli legati al trasporto) non sono esenti neppure alcune birre industriali.

Eh, sì. Si dice spesso che la perfezione non esiste. Per fortuna, si potrebbe aggiungere, altrimenti sai che noia! Però alcuni difetti sono piuttosto spiacevoli, soprattutto se ve li trovate nel bicchiere di birra che avete pregustato dopo lunga attesa.

Attenzione. Qui non stiamo parlando di birre buone o cattive. Una birra può essere buona o può non esserlo a seconda dei gusti: c’è a chi piace amara e a chi piace dolce, chi la preferisce più leggera e chi più alcolica. Ma questo dipende dai gusti.

In quest’articolo stiamo parlando di difetti che possono insorgere nella produzione, ma anche nella fermentazione, nello stoccaggio, nel trasporto e nella conservazione.

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Birra per l’arte – Arte per la birra!

Birra e arte si fondono nelle birre del BAV

Facciamo birra per passione, per piacere. Facciamo birra per vocazione.

Facciamo birra perché è il nostro modo di esprimerci.

Ci piace definirci artigiani.

L’artigiano e la sua arte

E l’artigiano è chi ha imparato un’arte e la usa per trasformare un pensiero in realtà.

L’artista, chi scrive, suona o dipinge diventa un tutt’uno con il mezzo che ha per raccontare il suo mondo.

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Il bicchiere giusto per ogni stile di birra. Come scegliere e perché.

Per servire al meglio una birra bisogna saper scegliere il bicchiere più adatto.

Siamo tutti d’accordo che una bella compagnia, qualcosa di buono da mangiare, e, ancora prima, un servizio a regola d’arte danno un tocco in più alla degustazione di una buona birra.

Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento: sappiamo che esistono diversi stili birrari, e, come è ovvio pensare, per praticamente ogni stile esiste il bicchiere pensato apposta per valorizzarne le caratteristiche.

Per non commettere errori grossolani si può prima di tutto pensare al paese di provenienza di un determinato stile.

Facciamo alcuni esempi:

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Birra artigianale e birra industriale. Perché questa distinzione? Dove sta la differenza?

Nel mondo degli appassionati di birra la distinzione tra birra artigianale e birra industriale è chiaramente percepita da molto tempo e spesso si colorisce in modo estremo: i buoni di qua (con la birra artigianale, ovviamente) e i cattivi di là (con la terribile birra industriale).

Ma per capire un po’ meglio il motivo della contrapposizione tra birra artigianale e birra industriale dobbiamo porci una domanda fondamentale: che cosa si intende per birra?

Una bevanda gialla e frizzante da bere ghiacciata per togliersi la sete? Qualche volta è sicuramente così!

Un fermentato di cereale? Beh, appare scontato, no?

Ma se ci si sofferma qualche istante in più a riflettere sulla vera essenza della birra si va molto più lontano e più in dietro nella storia.

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Mais e birra, che cosa c’entrano la polenta ed i popcorn con la birra?

Ebbene sì: esiste una relazione tra mais e birra. Ma la birra non si fa col malto d’orzo? Ecco la prima validissima domanda a cui dobbiamo rispondere, ma lo faremo dopo una breve premessa sul mais.

Il mais in cucina trova ampio uso fin dal suo arrivo in Europa (fine del XV secolo, con la scoperta dell’America). Polenta e pop-corn sono sicuramente le prime cose che ci vengono in mente se pensiamo a questo cereale.

Ma in pochi sanno che, da lungo tempo, il granturco viene utilizzato per produrre birra.

Il mais è impiegato nella produzione di birra industriale

Nell’ambiente della birra artigianale il mais è da molti guardato con diffidenza perché, a parte sporadiche eccezioni, quest’ingrediente viene usato nella produzione della tanto odiata birra industriale.

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L’Editto della purezza. Il perché della prima legge sulla birra.

L’editto delle purezza è un pezzo di storia della birra. Senza paura di smentite, possiamo dire che l’editto è la prima normativa riguardante la birra di cui siamo a conoscenza. Ma per capire al meglio il suo ruolo nella storia della produzione della birra occore farsi prima una domanda.
Quali e quanti ingredienti servono per produrre una birra?

Gli ingredienti della birra

La risposta sembrerebbe scontata, ma è davvero così?
Ormai è possibile trovare birre sempre più strane e diverse tra loro, e spesso sono rese particolari dall’aggiunta di ingredienti inconsueti (pensiamo solo alle birre di Natale, di cui abbiamo parlato prima delle feste).
Ma inconsueti secondo quale criterio?
Esiste una legge che decreta ciò che è ammesso e ciò che è vietato nella produzione di birra?
Per la verità ne esistono molte, dipende dal Paese e soprattutto dal periodo storico a cui si guarda.

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IPA India Pale Ale. In viaggio sulle tracce della birra artigianale più amata.

Il nostro breve viaggio nel mondo delle birre IPA (India pale ale) ci porterà in tre diversi continenti, ma durante tutto il percorso saremo accompagnati dal profumo del luppolo: uno dei quattro ingredienti principali impiegati per la produzione della birra.

Uno stile brassicolo, infatti, ha più di ogni altro consacrato questo incredibile fiore, rendendo dipendenti migliaia di appassionati: l’IPA

La rinascita delle birre IPA

L’India pale ale è lo stile che negli ultimi decenni ha trascinato l’ascesa del mondo delle birre artigianali. Sono gli americani ad aver cominciato ad aggiungere quantità spropositate di luppolo nelle loro birre, per renderle il più diverse possibili dalle concorrenti industriali, che spesso utilizzano dei surrogati, e soprattutto per spingersi oltre, per creare qualcosa di nuovo, di più eccessivo, per sfidare sempre di più il palato e il naso dei bevitori, novelli o accaniti che fossero.

Oggi quando beviamo una IPA ci aspettiamo una birra amara e profumata, generalmente fruttata.

Ma questa nostra concezione ci viene dagli esempi moderni di questo stile, dovuti agli americani di cui si parlava prima.

Ora però bisogna fare qualche passo indietro e guardare al vecchio continente per trovare le origini, vere o mitologiche che siano, di questo tipo di birra.

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Un paio di giorni per le birrerie di Londra: il BAV risponde all’invito della capitale britannica.

Per la precisione la nostra scampagnata tra le birrerie di Londra è durata quattro giorni. Ma quando si va in giro per birrerie, il tempo passa sempre troppo in fretta, soprattutto se ci si trova in una delle capitali europee della birra.

Uno degli aspetti più belli del nostro lavoro è raccontare ciò che facciamo a chiunque abbia la voglia di starci ad ascoltare. Eccovi dunque un resoconto del nostro tour per le birrerie di Londra.

La ghiotta occasione per fare una gita nella città sul Tamigi ci è stata offerta dall’invito, che ci è stato rivolto all’inizio di dicembre, dai ragazzi di The Italian Job.

‘Verreste su a Londra a presentare le vostre birre?’ Neanche il tempo di dire sì e le nostre dita erano già affaccendate sulla testiera a cercare su internet le offerte per i voli.

Il piano della trasferta era chiaro: per parte del tempo saremmo stati impegnati nella presentazione delle nostre birre, e per il resto avremmo potuto fare visita ad alcuni tra i più interessanti birrifici e locali che la scena londinese ha da offrire. Non vedevamo l’ora di partire!

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La birra di Natale, una birra da addobbare come un albero

Per alcuni la birra di Natale è l’unico motivo per cui vale la pena vivere le ultime due settimane di ogni anno.

Odiato eppure da molti amato, il 25 dicembre ogni anno arriva puntuale, trascinando con sé un paio di mesi di canzoncine, addobbi, regali ed auguri.

Ma per noi amanti della buona birra, dicevamo, c’è un motivo per gioire, qualunque sia la nostra opinione a riguardo: la birra di Natale.

L’inverno, di cui il culmine può facilmente riconoscersi nell’ultima decina di giorni prima di Capodanno, è un periodo particolare per il calendario brassicolo: ogni stagione ha la sua birra, ma il Natale, oh, il Natale, ha da sempre spinto i birrai, del Belgio prima e di tutto il mondo poi, a produrre birre speciali, realizzate con l’unico scopo di celebrare al meglio questo periodo di festa.

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Birra doppio malto, cosa significa?

“A me piace la birra doppio malto“. Quante volte ce lo siamo sentiti dire in questi anni? Molti usano il termine doppio malto come se si trattasse di uno stile. Ma con gli stili brassicoli (ossia della birra) il doppio malto non ha niente a che fare.

Doppio malto è una definizione di natura legale e fiscale e non c’entra nulla con la quantità di malto contenuta nella birra. Siete sorpresi? Immagino di sì.

Ma lasciatemi raccontare un aneddoto:

Mi è capitato di recente di andare in un concessionario di automobili perché volevo cambiare la mia vecchia carretta. Sono andato deciso dal venditore e gli ho domandato con convinzione una macchina con il doppio della potenza. Non ho capito perché di fronte alla mia insistenza non solo non mi abbia saputo aiutare, ma per di più mi abbia anche invitato a rivolgermi altrove. Sono ancora allibito: del resto a me bastava una vettura con il doppio dei cavalli

Avete già le mani che friggono? Mi dareste quattro schiaffi pure voi, e mi urlereste in faccia: che modello di auto!? Che colore!? Ma soprattutto: il doppio di cavalli rispetto a che!?

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